Restauro della facciata con affreschi del 1500
Il Palazzo è risultato composto da tre corpi, i due estremi di sinistra e di destra, di epoca quattrocentesca non dipinti, mentre il blocco centrale e più importante di costruzione cinquecentesca interamente affrescato; tutti e tre i corpo sono stati in fine unificati nel settecento tramite una decorazione ritrovata tramite le indagini preliminari al di sotto della cromia gialla presente all'epoca dell'intervento; decorazione che è risultata però molto debole in quanto stesa a tempera ma soprattutto già in pessimo stato conservativo.
L’intervento effettuato è stato quindi diversificato a seconda delle zone: nell'estremità destra del palazzo la superficie è stata interamente descialbata eliminando l’ultimo strato di natura acrilica e recuperando i dipinti settecenteschi, non essendoci al di sotto di questi tracce di cromie cinquecentesche
Per quanto riguarda invece l'estremità sinistra, visto il pessimo stato in cui versavano sia l’intonaco settecentesco, sia quello sottostante quattrocentesco si è optato, in accordo con la D.L. e la Soprintendenza, di eliminare interamente l’intonaco del XVIII° sec. mantenendo ciò che era possibile di quello originale e di procedere poi, dopo aver documentato lo strato ritrovato, con la totale reintonacatura e la successiva decorazione della zona, copiando mimeticamente la corrispettiva di destra sopra descritta.
L’intervento nella zona centrale dell’edificio si può dire che sia stato quello più complicato, sia dal punto di vista strutturale, sia dal punto di vista artistico.
Nella parte alta dell’ultimo piano è stata eliminata la tamponatura in mattoni per permettere l’apertura delle arcate originali; precisamente nelle cinque arcate in cui già esisteva la porta finestra, è stata eliminata sia la tamponatura novecentesca che rendeva piatta la facciata, sia la prima tamponatura settecentesca (con raffigurata una finta finestra) già comunque compromessa dall’inserimento della porta. E’ stato poi ricostruita la parte mancante dell’arco cinquecentesco e inserito un nuovo infisso
La stessa lavorazione è stata eseguita nella zona sottostante dov’erano comparse, già durante l’effettuazione dei saggi, le tracce di un cornicione aggettante che era stato tagliato e pareggiato con il resto della facciata, e di altre zone tamponate al di sopra delle attuali porte finestre del secondo piano e corrispondenti a finte balaustre rientranti. Come nel caso del loggiato si è riportata la zona all’aspetto originale salvo restando la parte alta delle porte che risultava purtroppo mancante in quanto occupata da parte della porta stessa.
Per quanto riguarda la parte restante della facciata è stata pulita con impacchi di acqua demineralizzata e puntualmente con brevi impacchi di Carbonato d’Ammonio laddove fosse da eliminare la vecchia ridipintura settecentesca più tenace.
Dopo aver eliminato le ridipinture e pulita la superficie, sono state stuccate le lacune con una malta idonea finita a calce e polvere di marmo simile all’originale ed è stata reintegrata l’intera superficie tramite colori ad acquarelli per i ritocchi di piccola entità e colori a calce con pigmenti in polvere, laddove le lacune fossero di consistenza rilevante.
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
|
![]() |
Palazzo Giusiana – via Roma 14 –CUNEO
Committenza: Privata
Ispettori della Soprintendenza: Arch. Moro, Dott.a Galante Garrone, Dott. Canavesio
Direttore Lavori: Arch. Mina Maristella
|